Sì, ribadisco ancora oggi la mia opinione di allora in merito al DM che si preannunciava due anni fa come taglia gambe, anzi, "togli pianoforti" dalle scuole medie
ad indirizzo musicale, in quanto equipara il piano agli altri strumenti, degnissimi per carità, ma di diverso spessore didattico e valenza formativa, oltre che inferiori senz'altro in quanto a
popolarità (non c'è neanche bisogno di statistiche ufficiali per affermarlo).
Ciò che penso adesso in merito alla C.M. del 6 agosto '99 è che vogliono
sancire, con l'ormai famoso decreto per le medie ad indirizzo musicale
(n°201/99), pian piano la fine di questi corsi ormai venticinquennali.
Non si può interpretare altrimenti la miopia del legislatore che non capisce
(oppure non vuole capire) che questi corsi nei paesini e nelle città senza
conservatorio, come Enna, si sono retti grazie soprattutto al pianoforte,
dove sono fioccate richieste fino a dire basta, escludendo regolarmente ogni
anno almeno la metà dei candidati all'esame di ammissione per il pianoforte.
Lungi dall'ergermi a paladino del mio strumento, adesso mi chiedo:
* dove andranno i pianisti perdenti posto (non so quanti , ma senz'altro
buona parte dell' organico attualmente in forza nei corsi)?
* Cosa faranno gli alunni arpisti, oboisti, violoncellisti o
percussionisti (NON ME NE VOGLIANO I COLLEGHI DI QUESTI STRUMENTI, ma è solo
per fare qualche esempio) che si licenzieranno da corsi istituiti in
località prive di istituzioni (orchestre e/o conservatori e scuole affini)?
Quale sarà per costoro l'orientamento?
Sicuramente il legislatore abiterà in una città con infrastrutture musicali
capaci di accogliere istanze di tipo arpistico-violoncellistico-oboistico
ecc., ma un decreto valido per tutto il territorio nazionale DOVREBBE TENER
CONTO DELLE VARIE REALTA', anche le meno servite dal punto di vista
musicale, pena l'impopolarità di determinate scelte di politica scolastica
che vanno a penalizzare fortemente realtà territoriali già fortemente
penalizzate, col rischio che parecchi giovani torneranno su quelle strade,
della devianza e della delinquenza minorile, dalle quali l'indirizzo
musicale li aveva tolti.
Quale soluzione proporre? Ma una più contemporanea sicuramente, che anziché
proporre ancora obsolescenza nelle scuole, cominci a tener conto delle
instanze da anni duemila, e cioè :
* introduzione di tastiera elettronica, ad esempio, da gestire con un PC
sfruttando tutte le potenzialità che questo oggi può offrire (informatica
musicale, internet, ecc,)
* evitare di introdurre discipline che sicuramente porterebbero alla
disaffezione dei giovani per la musica, che ormai, a scuola, andrebbe vista in
un'ottica di tipo laboratoriale
* mandare definitivamente in soffitta flauti dolci soprani, solfeggi,
melodiche, diatoniche e marranzani che nella media hanno dimostrato
ampiamente il loro fallimento
* agganciare i corsi ad indirizzo musicale ai laboratori musicali di recente
istituzione e permettere un' effettiva interazione tra le due istituzioni.
Beh, avrei ancora da dire ma basta così.
SVEGLIATEVI PIANISTI e ricordiamo insieme al Ministro queste ed altre cose
perché gli effetti del DM 201/99 potrebbero rivelarsi disastrosi oltre che
per il corpo docente, soprattutto per la formazione musicale in certe zone
d' Italia.
Giovanni Ferraro - ferrgiov@tin.it