Ricerca avanzata


 

La rubrica di Ciro

La rubrica curata da Ciro Fiorentino, re-sponsabile del Coor- dinamento Ordinamen- to Musicale, ha un aggiornamento setti- manale e si occupa di temi specifici riguar- danti i docenti di stru- mento nella scuola media.

Indice articoli

- Riordino Studi Mus.
- Nomine 2001/2002
- Nuovi curricoli (3)
- Nuovi curricoli (2)
- Nuovi curricoli (1)
- Prove attitudinali
- Formazione classi

Riferimenti

Sito dell'Associazione Swarowsky, centro del Coordinamento Ordinamento Musicale di Ciro Fiorentino.
Per informazioni e chiarimenti invia una mail a Ciro Fiorenti- no ...

Archivio articoli

Archivio completo degli articoli anno 2000

- Valutazione Teoria
- Riordino dei cicli
- Il Liceo Musicale
- Riepilogo Convegno
- Struttura dell'orario
- Apertura nuovi corsi
  (Prima parte)
- Apertura nuovi corsi
  (Seconda parte)
- Decreto burla
- D.L. 25/08/2000

 
Rubrica settimanale a cura di Ciro Fiorentino - NEWS 2001
Torna indietro

PROPOSTA SUL RIORDINO DEL SETTORE DEGLI STUDI MUSICALI
(sulla base dell'Analisi del ddl dell'On. Napoli)

Tempi e ambiti di attivazione dei Corsi

Per elaborare una proposta realistica di riordino degli studi musicali, che tenga conto delle numerose e spesso contrastanti esigenze e problematiche del settore, riteniamo sia indispensabile evitare una discussione ingabbiata in tempi impossibili. Riteniamo quindi indispensabile, chiarire che l'indicazione dell'avvio dall'a.s. 2002-03 previsto dal ddl dell'On. Napoli è praticamente inapplicabile in quanto prevederebbe che il ddl sia approvato da entrambe i rami del parlamento entro il mese di Novembre, così da permettere agli istituti interessati di predisporre il necessario per raccogliere le iscrizioni. Sulla base di questa valutazione, la nostra proposta assume come riferimento l'avvio dall'a.s. 2002/03, così da poter prevedere atti indispensabili prima dell'avvio del riordino del settore.

A ciò dobbiamo aggiungere che:
- l'avvio dei corsi ad indirizzo coreutico nella scuola media richiederbbero una più ampia riglessione, visto che per lo strumento sono stati necessari 25 anni di sperimentazione prima di arrivare all'ordinamento;
- per l'avvio dei Licei Musicali, risulta discutibile la scelta di limitare il campo agli Istituti d'Arte ed ai Licei artistici. A parte il possibile interesse di altri Licei (vedi il Classico), come si può non prendere in considerazione le ex Magistrali che già oggi svolgono questi corsi e stanno sperimentando progetti?


Riconoscimento legale fino al Compimento Medio e Titoli di accesso agli Istituti superiori di studi musicali

Riteniamo inopportuno dare validità legale, fino al compimento medio, non solo alle Civiche ma anche alle scuole private. Il fatto in sé non sarebbe necessariamente improponibile, esistono evidentemente diverse valutazioni sull'opportunità o meno di modificare il rapporto pubblico/privato nell'istruzione, ma non è questa la sede per tale discussione, ciò che risulta grave è la riproposizione dello studio strumentale come fattore esterno aggiuntivo ed autonomo dal curricolo degli studi liceali. Si verrebbe con ciò a ricreare la situazione attualmente esistente, in cui la maggior parte degli studenti vive due realtà di studi parallele per 5 anni, tra loro completamente slegate se non ostili.
Si possono anche prevedere forme di collaborazione tra realtà musicali esterne (Pubbliche o Private) e licei, ma all'interno di un progetto del Liceo, che rimarrebbe il solo titolato per il rilascio della maturità.
Un'ulteriore aspetto negativo viene inserito nella parte finale in cui si sottintende la necessità di un titolo di accesso per gli ex Conservatori. Si tratta di un aspetto da valutare con maggiore attenzione e da verificare nelle singole specificità e dipartimenti che saranno previsti. Si ha l'impressione che venga di fatto sottintesa esclusivamente l'attuale realtà didattica dei Conservatori, in cui per tutti è ovvio che l'insegnamento strumentale non possa iniziare dopo la maturità, ma sarà bene ricordare che gli ambiti disciplinari potranno essere anche altri e che per alcuni di questi, una maturità elettronica potrebbe essere altrettanto utile come accesso.


Istituzione di una specifica classe di concorso

E' scontata la nostra approvazione della necessità della istituzione di una specifica classe di concorso per le superiori. E' però limitativo parlare di una classe di concorso di strumento musicale. Chi insegnerà le altre discipline dell'area di indirizzo, quali saranno i titoli di accesso? Sarebbe quindi meglio parlare dell'istituzione di "Classi di Concorso relative alle Discipline Musicali" che saranno previste nel disegno di riordino degli studi.


Distribuzione sul territorio

Risulta decisamente condivisibile l'intenzione di dare organicità alla distribuzione dell'offerta sul territorio. Riteniamo che il livello a cui questa analisi e conseguente scelta debba avvenire possa essere quello regionale.


Personale Docente

1. Riteniamo opportuno partire dalla convinzione che le sanatorie e le norme in deroga per la prima applicazione, a fronte di apparenti vantaggi nell'immediato, a medio termine producono spesso ingiustizie e pessimi risultati. Detto ciò è chiaro che il ritardo accumulato ed il necessario raccordo con le realtà già esistenti impongono degli adeguamenti nella fase transitoria, ma l'obiettivo della norma dovrebbe essere quello di ridurre al minimo tali aspetti.
2. Riteniamo inoltre necessario garantire modalità che non rendano estranea la norma riguardante le discipline musicali alle altre classi di concorso.

Proponiamo pertanto che gli elementi generali da considerare irremovibili possano essere:
a) La definizione certa dell'ambito disciplinare. A nostro avviso risulterebbe corretto immaginare la riproposizione di quanto avviene per l'Ed. Musicale, con la creazione di un ambito disciplinare anche per le altre discipline dell'area musicale con la conseguente abilitazione valida per entrambe i settori (scuole medie inferiori e superiori); ovviamente in presenza dei titoli di accesso specifici che verranno indicati per le singole discipline strumentali e non.
b) In quest'ottica risulta difficilmente giustificabile l'inserimento dei vincitori di concorso per i Conservatori all'interno delle graduatorie per le scuole superiori, al di là del fatto che siano inseriti o meno in una prima fascia. Si tratta di chiarire se si ritiene questo ambito omologabile o meno all'altro. Se accettiamo questo passaggio, questo non può che essere bidirezionale. Dire che un docente di strumento abilitato nelle scuole inferiori possa passare alle superiori, ha un senso se può accadere il contrario. Se il vincitore di concorso del Conservatorio è ritenuto abilitato per le scuole superiori, lo sarà anche per le inferiori, ma non sarebbe giustificabile non prevedere modalità per lo stesso passaggio dalle inferiori o superiori ai conservatori con le relative quote riservate ai passaggi.
Quanto previsto invece, sembra confermare un'idea ormai superata, nonché alquanto offensiva, che immagina una superiorità nei diversi ambiti degli studi invece di una specificità.
Si può capire la necessità di prevedere degli spazi per il riconoscimento delle professionalità dei docenti delle graduatorie permanenti dei Conservatori, anche perché quel settore risulta nei fatti chiuso, ma ciò non può avvenire senza adeguate modalità di riconversione ed il conseguimento della relativa abilitazione, nelle forme che si riterranno più opportune, e della verifica del possesso dei titoli di accesso.

Tutto ciò premesso potremmo delineare a grandi linee le seguenti modalità:
a) Creazione delle nuove classi di Concorso e definizione dei titoli di accesso
b) Creazione degli ambiti disciplinari di strumento che abbini tale insegnamento alle medie inferiori e superiori
c) Avvio delle procedure per l'espletamento di un Concorso per l'acquisizione dell'abilitazione, Riservato a coloro che abbiamo i 360gg di servizio nei corsi istituiti presso le scuole superiori, finora immotivatamente esclusi dalle precedenti abilitazioni. In conformità a quanto già avvenuto per le medie inferiori, l'idoneità all'insegnamento dovrebbe essere riconosciuta automaticamente a coloro che sono in possesso dell'abilitazione in Ed.Musicale ed hanno contemporaneamente i 360gg di servizio.
d) Definizione delle modalità per la riconversione e/o il passaggio dalle graduatorie permanenti dei Conservatori a quelle delle superiori, con l'eventuale avvio di Corsi abilitanti. e) Creazione di una graduatoria permanente per le relative classi di Concorso delle superiori in cui inserire i docenti in possesso dei titoli di accesso e della relativa abilitazione (ovviamente dopo la creazione dei relativi ambiti disciplinari), ammettendo con riserva i docenti in attesa dell'espletamento dei Concorsi Riservati.

In prima applicazione la copertura di tutti i posti, relativi alle nuove classi di concorso, riteniamo debba avvenire riservando il 30% dei posti disponibili ai docenti inseriti nelle graduatorie, indicate al precedente punto e), a coloro che chiedono il passaggio dalla classe di Concorso A077 ed una analoga percentuale a coloro che hanno i 360 gg di servizio nelle scuole superiori. Raggiunta tale percentuale per questi specifici settori si procederà scorrendo le relative graduatorie.

18 ottobre 2001

Coordinamento delle SMS ad Orientamento Musicale

Ciro Fiorentino (15/11/2001)





AL VIA LE NOMINE PER LE ASSUNZIONI
A TEMPO INDETERMINATO PER L'A.S. 2001/2002

Come è ormai noto il Decreto sui contingenti delle immissioni in ruolo per l'a.s. 2001/02 impone che gli USP effettuino le operazioni di nomina entro il 31 agosto così da permettere ai Dirigenti Scolastici di poter avviare sin dal 1° settembre le operazioni di nomina dei supplenti temporanei e garantire di conseguenza un regolare avvio dell'a.s. . Tralasciando le valutazioni di merito sul disegno complessivo del Decreto, intendo soffermarmi su alcuni aspetti riguardanti la sua applicazione relativamente alle classi di Concorso di Strumento e di Ed.Musicale, in quanto sono stati riscontrati diversi errori materiali, presenti nella tabella allegata al decreto che stabilisce la ripartizione del contingente nelle varie province e per le diverse classi di concorso.

In sintesi gli aspetti da controllare ed eventualmente impugnare sono:

- Il corretto ammontare delle cattedre e degli addetti in servizio. In merito sono già stati accertati diversi errori. Ricordo che l'ammontare delle cattedre deve riferirsi all'organico di diritto dell'a.s. 2001/02 e deve quindi tenere conto delle cattedre eventualmente formatesi grazie all'avvio di nuovi corsi ad O.M., mentre il numero dei docenti in servizio deve essere riferito alla situazione realmente esistente. Capisco che pare ovvio, ma in qualche provincia il dato non è stato interpretato così. Dal rapporto tra questi dati dovrebbe risultare il numero di cattedre disponibili o gli eventuali esuberi;

- dal dato risultante dal punto precedente viene dedotto il numero delle nuove assunzioni sulla base del tetto previsto di nomine che corrisponde a circa il 60% delle cattedre disponibili.

Tali dati devono essere verificati onde evitare che si siano verificati errori nel loro inserimento, sia perché in una tale mole di dati un errore è comunque possibile, sia perché in molte realtà l'applicazione delle modalità di determinazione dell'organico è stata tutt'altro che corretta.

Una volta verificata la correttezza dei dati restano da considerare alcuni aspetti. Innanzitutto è necessario pretendere che tutte le cattedre indicate vengano effettivamente assegnate (se risultano esserci aventi diritto ovviamente). In alcune province infatti non viene tenuta in considerazione la norma (art. 6 comma 3 del DM 18 maggio 2000) che prevede per la classe di concorso di Strumento l'assegnazione di tutti i posti disponibili, senza quindi accantonare cattedre per i futuri vincitori di concorso ordinario.

Deve inoltre essere posta all'attenzione l'interpretazione di tale norma che di fatto escluderebbe la classe di concorso anche dall'applicazione della percentuale dovuta all'ammontare del contingente (60%). A tal proposito è possibile verificare quanto accaduto per le nomine dello scorso a.s., avvenute per l'appunto sul totale dei posti disponibili al di fuori del contingente nazionale. E' pur vero che su tale punto potrebbe esserci un contenzioso normativo visto che la classe di concorso di Strumento era una novità lo scorso a.s. mentre da quest'anno si tratta dell'ampliamento dell'organico esistente, ma è possibile per lo meno aprire un contenzioso appunto, ribadendo che invece per quel che riguarda l'accantonamento dei posti per i vincitori di concorso, si tratta di un atto contrario alla norma.

Una certa attenzione va posta anche nella verifica dei dati riguardanti le cattedre di Ed.Musicale. In questa classe di concorso infatti, sono stati individuati errori derivanti dalla mancata considerazione del passaggio di cattedra da Ed.Musicale a Stramento che avrebbe dovuto comportare un ampliamento dei posti disponibili per le nomine di aspiranti alla cattedra di Ed.Musicale. L'errore in questi casi potrebbe essere duplice, da un lato il mancato inserimento dei posti liberatisi e dall'altro, all'opposto, la mancata considerazione delle nomine effettuate in tale contesto.

Un'ultima considerazione riguarda la presenza nel tabulato di molte province in cui risulta essere presente un esubero di organico. Tale dato deve ovviamente preoccupare i colleghi coinvolti che rischiano di ritrovarsi a breve, dopo un interminabile precariato, senza cattedra e quindi coinvolti in trasferimenti d'ufficio e/o in utilizzi professionalmente squalificanti. A mio giudizio partendo da tale dato, ancora più pressante dovrà essere la richiesta di avviare nuovi corsi ad Orientamento Musicale, onde evitare il verificarsi di situazioni assurde. Si rischia in tali realtà di avere un utenza a cui non viene garantito il diritto di scegliere il modello scolastico dell'O.M., che lo stato con il DM 201/99 ha definitivamente inserito tra i percorsi didattici offerti al cittadino italiano per la sua formazione, pur avendo personale a ciò preposto e retribuito in esubero. Si tratta quindi di mettere l'amministrazione di fronte alle proprie responsabilità in merito ad un utilizzo decisamente non funzionale delle risorse assegnategli e di pretendere, di conseguenza, l'accoglimento delle esigenze dei genitori, delle istituzioni scolastiche che vorranno applicare questo modello educativo nel proprio P.O.F. ed in primo luogo dei ragazzi e delle ragazze che indicheranno questa scelta.

Ciro Fiorentino (01/09/2001)



VERSO I NUOVI CURRICOLI
ESAME DELLA SINTESI DEI GRUPPI DI LAVORO
(TERZA PARTE)

Con questo articolo si chiude la serie dedicata all'apertura dei nuovi corsi ad O.M. . I due precedenti articoli si ponevano nell'ottica di fornire le informazioni necessarie a chi intendesse farsi promotore, nella propria o in altre scuole, di tale iniziativa. In questa campagna abbiamo potuto contare sull'appoggio di molti docenti che hanno offerto la loro collaborazione a quegli istituti che si sono dichiarati interessati. A seguito di ciò possiamo registrare numerose richieste di apertura di nuovi corsi, provenienti da diverse province. Un parziale resoconto di tali richieste è possibile consultarlo alla pagina www.comusica.it/scuole01-02.htm . La nostra iniziativa ovviamente, non aveva un carattere dimostrativo, pure presente, per cui ritengo sia ora il momento di tirare le fila del lavoro effettuato nell'arco di questi mesi e di effettuare un ultimo sforzo, affinché venga autorizzato l'avvio del maggior numero possibile di nuovi corsi.

In seguito alle molte segnalazioni che mi sono pervenute, alle richieste di documentazioni, nonché sulla base degli incontri avuti con l'ufficio competente dell'USP di Milano vorrei segnalare in pochi punti i passaggi da effettuare e da controllare, in quanto siamo nella fase di raccolta dei dati, da parte degli USP e conseguentemente dovrà essere effettuata una trattativa a livello provinciale con le rappresentanze sindacali per la determinazione degli organici.
In questa fase è molto importante verificare che le richieste non si perdano nei meandri della burocrazia e della noncuranza.

In primo luogo, anche se dovrebbe essere scontato, è necessario verificare che le richieste di organico relative all'apertura dei nuovi corsi siano state effettivamente inoltrate dai Dirigenti Scolastici. Come dicevo dovrebbe essere scontato, ma l'esperienza ci insegna che molto spesso alcuni DS, temendo di incorrere in errori e soprattutto non ancora abituati a ragionare in quanto Dirigenti, prima di inviare tale richiesta fanno la classica telefonata in Provveditorato che ottiene, per fortuna non sempre, la classica risposta: è inutile che presentiate la domanda, tanto non potremo autorizzare nessun nuovo corso. Più che la risposta ciò che dobbiamo temere è che il DS di conseguenza decida di non trasmettere la richiesta. Tale atto, tra l'altro, è oggi facilmente verificabile. Il DS è tenuto, in base alle norme contrattuali, a fornire un'informazione preventiva alle RSU prima di inoltrare la richiesta di organico all'USP. É quindi sufficiente chiedere alle RSU delle scuole interessate di verificare che la richiesta sia stata trasmessa, in caso contrario intervenire presso il DS perché la inoltri.
Il passaggio successivo consiste nell'informare tempestivamente della richiesta anche i referenti sindacali provinciali, i quali, sempre in base alle norme contrattuali, dovranno contrattare con l'USP il complesso dell'organico provinciale ed all'interno di questo anche l'organico relativo all'apertura di nuovi corsi ad O.M.
In tale quadro, riveste una particolare importanza il

TESTO ALLEGATO AL VERBALE DI CONCERTAZIONE SOTTOSCRITTO IL 17.04.01, TRA LA DELEGAZIONE DI PARTE PUBBLICA E LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI DELLA SCUOLA CGIL, CISL, UIL E SNALS
che stabilisce i
CRITERI SULLA DETERMINAZIONE DEGLI ORGANICI DEL PERSONALE DOCENTE

Nel testo è stata inserita al punto 2 che indica le "Ulteriori disponibilità di organico", le finalità cioè che possono prevedere per le singole scuole un organico aggiuntivo, alla lettera d) la "istituzione di nuovi corsi di strumento musicale nella scuola media". In base a tale norma, gli USP potranno prevedere (al momento non è indicato alcun limite, vedremo il DM) la possibilità di ampliare l'organico delle scuole che hanno fatto richiesta di apertura di nuovi corsi ad O.M. .É necessario chiedere l'impegno alle istituzioni sindacali territoriali perché, nelle trattative provinciali, tale norma venga applicata nella forma più ampia possibile.
In questa fase sarebbe opportuno che i colleghi che durante questi mesi hanno seguito i progetti delle scuole, si impegnino a supportare quelle strutture sindacali provinciali che, trovandosi ad affrontare questo specifico settore per la prima volta, risultassero sprovvisti delle necessarie competenze ed informazioni normative.

Lo scorso anno i docenti della Provincia di Milano hanno eletto in una riunione presso la Camera del Lavoro una loro delegazione che ha affiancato i referenti sindacali istituzionali della CGIL nelle trattative con l'USP di Milano e tale modalità è stata a mio avviso determinante, pur essendo la componente sindacale istituzionale competente ed al massimo livello, nell'aver ottenuto l'apertura di sedici nuovi corsi ad O.M. .
Quanto poteva essere ottenuto a livello amministrativo centrale per ottenere l'apertura di nuovi corsi è stato sicuramente raggiunto, ora è necessario sapere che i risultati nelle singole province è strettamente legato alla capacità di mobilitazione a livello locale, e quindi all'impegno di ognuno nelle rispettive realtà.

Non mi resta che augurare a tutti di riuscire ad ottenere l'apertura di molti nuovi corsi ad O.M. , in un quadro che vede molti settori della musica recriminare per lo scarso interesse per la nostra disciplina, potremo rivendicare non solo delle competenze disciplinari adeguate al compito che ci viene chiesto, ma anche una notevole capacità organizzativa e di proposta.

Ciro Fiorentino (24/04/2001)



VERSO I NUOVI CURRICOLI
ESAME DELLA SINTESI DEI GRUPPI DI LAVORO
(SECONDA PARTE)

Dopo aver analizzato la specificità della struttura riguardante l'Orientamento Musicale, questa seconda parte del mio intervento sul documento redatto dalla Commissione Ministeriale, avrebbe dovuto esaminare nel complesso la proposta del curricolo riguardante la Musica nella futura Scuola di Base.
Nel frattempo però, vi sono stati molti autorevoli interventi che ne hanno sottolineato le carenze e la necessità di emendare il testo inviato dal Ministro De Mauro al CNPI.
Da questa necessità è scaturita un'ulteriore proposta elaborata dalla commissione per il riordino dei cicli di cui riporto integralmente le finalità.

La musica si propone di sviluppare la capacità di bambini e ragazzi di partecipare all'esperienza musicale, sia nella dimensione del fare musica, sia in quella dell'ascoltare e dell'interpretare. Bambine e bambini sono sensibili al mondo di suoni e voci sin dalla primissima infanzia: essi ascoltano, si muovono, sentono il ritmo, cantano, esplorano l'universo musicale. Il far musica con la voce, con gli strumenti, con i mezzi a disposizione permette loro di ritrovare nella musica le proprie emozioni, di appropriarsi di un fondamentale mezzo di espressione e comunicazione, di avviarsi a conoscere la grande tradizione dei secoli passati e di meglio interpretare la complessa realtà odierna della musica, anche nei suoi aspetti multiculturali.

Bambine e bambini sviluppano capacità di attenzione agli eventi sonori del proprio ambiente, a partire dal riconoscimento della funzione dei suoni e delle musiche nella vita quotidiana: per esempio esplorano le possibilità sonore della voce, del corpo e degli oggetti che usano; imparano ad associare il ritmo al movimento; traducono in suono e ritmi i vissuti personali, le fiabe, i racconti; cantano filastrocche, canzoni di vario genere; realizzano ritmi e melodie mediante la percussione di oggetti e strumenti anche costruiti con materiali di recupero.
A partire da questo " fare e sentire", che si costruisce e si consolida nel percorso della scuola di base, bambine e bambini si avviano a esplorare la realtà uditiva, sviluppano le capacità di individuare suoni ed eventi sonori, a descriverli, a decifrarne la notazione. Parallelamente gli alunni compiono le prime esperienze del fare musica insieme e individualmente, con la voce, strumenti, tecnologie multimediali, sia riproducendo un testo dato, sia inventando, sia improvvisando.

Per l'ottimale svolgimento di tali attività - che potranno essere utilmente approfondite nelle ore a disposizione delle scuole - l'insegnante si avvarrà per quanto possibile di un esperto in possesso di certificate competenze musicali e didattiche.

Gli allievi maturano progressivamente abilità e conoscenze raggruppabili in due grandi ambiti: le competenze relative alla fruizione e quelle relative alla produzione di musica. Le competenze relative alla fruizione rappresentano l'insieme delle conoscenze e delle abilità necessarie per ascoltare, analizzare e interpretare gli eventi musicali. L'analisi è la ricognizione degli aspetti morfologici del linguaggio musicale (ritmici, melodici, dinamici, timbrico-sonoriali, armonici, formali-architettonici) funzionali alle attività di interpretazione. L'interpretazione è l'insieme delle operazioni che permettono di collegare un evento sonoro a significati, vissuti personali, immagini, gesti, situazioni emotive e, progressivamente, a motivare l'apprezzamento di un brano, a collocarlo all'interno di un contesto storico, sociale e culturale.
Le competenze relative alla produzione possono essere definite come l'insieme delle conoscenze e delle abilità necessarie a produrre eventi musicali, ovvero a eseguire musiche composte da altri o a inventarne di proprie. Con il termine "inventare" si indicano tutte le attività creative possibili in musica, come improvvisare, comporre, arrangiare, sonorizzare, compiere scelte personali nell'esecuzione dei repertori.

L'improvvisazione è un gesto che sintetizza in un unico istante creativo le fasi che caratterizzano i processi del comporre: conoscenza, pensiero, decisione. Una articolata abilità di percepire, individuare, classificare e memorizzare il fatto sonoro in sé, nelle sue molteplici caratteristiche foniche e grammaticali è il fondamento sia della produzione sia della fruizione.
Fra i presupposti fondamentali per vivere, intendere, amare la musica, c'è la conoscenza di quell'inestimabile patrimonio di cultura, di bellezza, di emozioni costituito dall'immenso repertorio affidato ai testi musicali dei secoli passati. Favorire la conoscenza e la pratica strumentale e vocale di questa grande eredità, è un compito irrinunciabile della scuola onde consentire all'allievo di cogliere e apprezzare i valori e le funzioni della musica nella vita degli uomini.
Lungo l'intero arco della scuola di base le attività di ascolto, di analisi e di interpretazione, senza obblighi cronologici o sistematici, ma privilegiando confronti e percorsi più liberi e mirati, mettono a fuoco funzioni, contesti, caratteri testuali sia delle musiche storiche, sia delle musiche attuali, in un movimento continuo di andata e ritorno fra presente e passato, rivolto a favorire le esperienze concrete di comprensione e appropriazione dell'opera musicale. La musica, infine, è terreno privilegiato per vivere la dimensione della multiculturalità. Il bambino che, anche in carenza di interazione verbale, dialoga a scuola con bambine e bambini di altri paesi attraverso le diverse espressioni musicali, diventerà più facilmente un adulto capace di comprendere altre culture e confrontarsi costruttivamente con esse.

Come avrete notato, il documento oltre ad inquadrare correttamente le finalità della disciplina, indica con chiarezza la necessità di prevedere l'intervento di personale specifico con competenze musicali e didattiche certificate. Si tratta di un passaggio di notevole rilevanza, in quanto sottolinea che tale condizione è indispensabile se si vogliono realmente perseguire le finalità e gli obiettivi indicati.
Invito quindi tutti a visionare l'intero documento per verificare la scansione prevista degli obiettivi specifici di apprendimento relativi alle competenze degli alunni. Quest'ultimo testo, a mio avviso, risulta decisamente migliore del precedente e raccoglie in larga misura le richieste di miglioramento da molti espresse.
Di tale testo è prevista la presentazione pubblica a Roma il 27 marzo, ed in suo appoggio è stato lanciato un appello per il quale si stanno raccogliendo le firme di adesione.

La possibilità che il Ministro accolga questo documento sono reali e lo saranno ancor più se il documento verrà sottoscritto dal maggior numero possibile di operatori del settore. Invito pertanto tutti a vedere l'appello (o a scaricarlo) e ad inviarlo compilato con i propri dati all'indirizzo e.dipietrantonio@santacecilia.it.

Ciro Fiorentino (18/03/2001)



VERSO I NUOVI CURRICOLI
ESAME DELLA SINTESI DEI GRUPPI DI LAVORO
(PRIMA PARTE)

Questo primo esame del documento conclusivo della Commissione di studio per il programma di riordino dei cicli di istruzione (L. n. 30 del 10/02/2000) è dedicato esclusivamente alle due pagine in cui viene esposta l'ipotesi riguardante l'Orientamento Musicale. Coloro che seguono da qualche tempo questa rubrica, non avranno potuto non notare che le due pagine in oggetto assomigliano non poco, anzi direi che riproducono fedelmente in buona parte la proposta da me inserita nell'articolo apparso in data 8 dicembre 2000. Chi non l'avesse presente può andarlo a leggere nella raccolta degli articoli dello scorso anno, presente su questo sito. Da ciò ne dovrebbe conseguire una mia sostanziale adesione al documento in oggetto, ma è mia intenzione proporre alla vostra attenzione alcune differenze a mio avviso sostanziali tra i due documenti.

Partiamo dal titolo del paragrafo con cui si apre la proposta:

"6.3. L'INDIRIZZO MUSICALE NELLA SCUOLA DI BASE"

Sarà una pignoleria, ma a me ha colpito negativamente la sostituzione del termine "orientamento" con "indirizzo". Ho pensato in un primo momento ad un classico refuso di stampa, ma leggendo poi il testo del documento, ho dovuto constatare che così non era visto che questo termine ricompariva costantemente. Ho quindi provato a confrontare l'uso dei due termini.
Nella proposta da me elaborata, il termine indirizzo appare una sola volta ed è riferita alla scuola superiore, mentre ogni volta che il discorso si riferisce alla scuola di base ho utilizzato il termine "orientamento".
È pur vero che nel testo del DM 201/99 si parla di corsi ad indirizzo musicale, anche se tale uso è limitato alla sola denominazione dei corsi mentre nelle finalità e nei programmi viene evidenziato il ruolo orientativo dei corsi.
La differenza non è da poco, soprattutto se teniamo conto che stiamo parlando della futura scuola di base e del dibattito in corso tra gli operatori del settore in merito all'intero riassetto degli studi musicali.
Si tratta infatti di capire se si vuole o meno superare l'idea che lo studio di uno strumento musicale, con finalità professionali, debba iniziare sin dalla Scuola di base. E' indubbia l'utilità di un avvio precoce alla pratica musicale, non è questo il punto del contendere, tutti gli studiosi concordano nell'utilità di tale necessità ben prima della scuola di base e quindi semmai il problema andrebbe posto sul perché non prevedere un intervento specifico già nella scuola dell'infanzia. Il punto che ci riguarda è invece se la pratica musicale debba avere sin dall'inizio una finalità professionale e quindi di indirizzo oppure se tale scelta debba essere fatta solamente nella scuola superiore. Ricordiamoci che nello schema di Riordino dei Cicli, anche il biennio delle superiori, inserito nell'obbligo scolastico, è ancora considerato orientativo e sono previste non a caso le famose passerelle al fine di poter rinviare lo studio di indirizzo solo nel triennio successivo.
Ritengo quindi opportuno, al di là dell'aspetto lessicale, avere ben chiaro che la Scuola di base non deve in nessun caso svolgere un ruolo di indirizzo, deve semmai porre le premesse perché tale scelta possa essere effettuata.

Passando al contenuto della proposta, l'aspetto che ritengo più discutibile è la scelta di ridurre a due gli anni basati sull'attuale struttura organizzativa dell'Orientamento Musicale, facendoli precedere da attività propedeutiche nel triennio 8-10 anni. Sicuramente è utile l'idea di effettuare un percorso di avvicinamento alla scelta dello strumento, che permetta tra l'altro di superare l'attuale "Prova orientativo-attitudinale", ma appare francamente eccessivo immaginare che possa durare un triennio.
A ciò si aggiunge la dichiarazione che le competenze in uscita possano mantenere l'attuale livello degli alunni di terza media. Pur non tenendo conto dei problemi relativi al fisiologico sviluppo fisico e mentale che di fatto rende tale ipotesi a mio avviso troppo ottimistica, lo svolgimento di un percorso didattico di 2 anni al posto degli attuali 3, seppure preceduti da un proficuo periodo propedeutico, produrrà una riduzione del tempo che potrà essere dedicato per le attività individuali e/o a piccoli gruppi di tale entità, che non potrà non produrre un abbassamento delle competenze in uscita.
Certo l'intero disegno di Riordino dei cicli si pone l'obiettivo, va pur detto ambizioso, di garantire per tutte le discipline tale risultato, ma si tratta di ridisegnare il curricolo su 7 anni dagli attuali 8, credo che risulti evidente la sproporzione dell'impresa se pensiamo di fare altrettanto con 2 anni al posto di 3.

La parte rimanente è a mio avviso decisamente condivisibile e credo non sia imputabile al documento l'assenza di indicazioni circa l'esatta costituzione dell'organico nei corsi ad Orientamento Musicale. In merito l'unica indicazione presente risulta essere la dicitura che ribadisce che l'organico di Strumento è da considerarsi in eccedenza a quello d'istituto. Non è cosa da poco perché, anche se per chi ha sinora operato nella ex Sperimentazione Musicale ciò era dato per scontato, è pur vero che l'intero impianto che ha prodotto la sintesi dei gruppi di lavoro è in realtà poco rassicurante. Sarà una mia impressione e mi riprometto un'analisi più approfondita in merito ma la sensazione che si stia passando dalla vecchia idea del "leggere, scrivere e far di conto" al "leggere, scrivere, far di conto e capire un po' di computer" è forte.

Come dicevo credo non fosse in quel documento che andava affrontato il problema dell'organico, ma dobbiamo avere ben chiaro che sarà però proprio su questo aspetto che avremo modo di verificare la reale portata di questo riordino in merito allo studio della musica. È presente in tutti coloro che si interessano alla didattica della musica il dubbio che ci si possa trovare di fronte alla riduzione dello spazio dedicato a questa disciplina nella scuola dell'obbligo. Attualmente la musica era presente formalmente già nella scuola elementare, dico formalmente perché nella maggior parte dei casi questa era affidata a maestri che pur operando con il massimo impegno erano sprovvisti di una adeguata competenza musicale. È pur vero che non mancano casi di maestri che hanno svolto accurati studi musicali e sono magari anche in possesso di un titolo di studio del Conservatorio, ma ciò restava pur sempre un'eccezione non dovuta ed abbastanza rara. Vi è poi la presenza dell'Ed.Musicale nella scuola media e qualche ricordo di discipline musicali nelle ex magistrali.
Con la riforma uno degli anni della scuola media viene perso e nel biennio obbligatorio delle superiori la musica viene relegata nell'ambito delle attività non curricolari. Risulta del tutto evidente, che tutte le affermazioni susseguitesi negli ultimi anni sull'importanza della pratica musicale nella formazione dell'individuo (mi limito a ricordare l'indicazione di Berlinguer di un coro in ogni scuola), rischiano di trasformarsi in inutili dichiarazioni di principio se nella futura scuola di base non sarà prevista sin dai primi anni la presenza di un docente con una preparazione specifica.
In tale ottica, credo che tutti coloro che hanno creduto in tali affermazioni, seppure impegnati nei diversi settori degli studi musicali o semplici cultori di musica, debbano unire i loro sforzi per ottenere un risultato positivo. Un fallimento in questo settore non potrebbe che ripercuotersi negativamente su tutti gli altri e, al di là delle convenienze corporative, soprattutto non farebbe che peggiorare la cultura musicale nel nostro paese.

E' necessario quindi dire con chiarezza che per far fede a tutte le dichiarazioni di principio esposte, non solo dall'ex Ministro Berlinguer ma anche dai vari documenti prodotti dalle commissioni ministeriali, è indispensabile un aumento dell'organico dei docenti di Musica e di Strumento e la valorizzazione della specificità delle future Scuole di base ad Orientamento Musicale. Ciò richiederà la creazione di figure di sistema (è alle porte il rinnovo della parte normativa del contratto) che permettano di raccordare l'intero progetto dell'Orientamento Musicale al Piano dell'Offerta Formativa delle scuole così da poterle trasformare in una ricchezza culturale per il loro territorio.

Ciro Fiorentino (24/02/2001)



Al via le nuove iscrizioni e le conseguenti prove attitudinali

Si chiude, con le iscrizioni, una importante fase che ha visto molti di noi impegnati nel proporre, promuovere, organizzare non solo per i corsi in cui si opera ma anche per l'apertura di nuovi corsi nel proprio o in altri istituti.
Questa fase si è caratterizzata per una ritrovata centralità dei docenti di strumento, sia di quelli che sono già riusciti ad arrivare al tanto aspirato incarico a Tempo Indeterminato sia di coloro che sperano di raggiungerlo nel prossimo a.s., fino ai molti che semplicemente vedono nell'ampliamento delle scuole ad O.M. l'unica possibilità di creare serie opportunità lavorative, contribuendo nel contempo alla creazione di una diffusa educazione alla pratica strumentale. Si tratta di un presupposto fondamentale, per il quale di grande aiuto si sono dimostrati i diversi ambiti informativi creatisi nel web, a cominciare da quello che ospita questa rubrica e, credo, anche la capacità organizzativa e di sintesi dimostrata dal Coordinamento dell'Orientamento Musicale.
Prima di entrare nel merito dell'argomento in oggetto, voglio sottolineare l'importanza di mantenere presente questa centralità e questa mobilitazione dei docenti, in quanto è importante aver chiaro che l'evoluzione del sistema scolastico, con particolare riguardo a quello musicale, è ben lungi dall'essere in dirittura, anzi non mancano i segnali di settori che preferirebbero riportare tutto allo stato precedente alla riforma dei Conservatori.

Venendo alle prove attitudinali, come ormai d'abitudine vi propongo la rilettura dell'articolo del DM 201/99 che le prevede.
Art. 2
Le classi in cui viene impartito l'insegnamento di strumento musicale sono formate secondo i criteri generali dettati per la formazione delle classi, previa apposita prova orientativo-attitudinale predisposta dalla scuola per gli alunni che all'atto dell'iscrizione abbiano manifestato la volontà di frequentare i corsi di cui all'art. 1.
Gli alunni di ciascuna classe vengono ripartiti in quattro gruppi per l'insegnamento di quattro e diversi strumenti musicali.
La scelta delle specialità strumentali da insegnare è effettuata dal collegio dei docenti tra quelle indicate nei programmi allegati, tenendo conto del rilevante significato formativo e didattico della musica d'insieme.

Essendo a conoscenza del fatto che attualmente gli esami attitudinali vengono svolti secondo modalità e finalità molto diverse e dell'esigenza di ben altri spazi per potermi porre l'obiettivo di proporre un modello di riferimento, mi limiterò a sottoporre alla vostra attenzione alcuni aspetti presenti nel testo riportato ed altri assenti non a caso.

Iniziamo dal nome stesso, "PROVE" non "ESAMI" e "ORIENTATIVO-ATTITUDINALI" non "ATTITUDINALI". La sinteticità del testo di questo decreto non lascia dubbi sul fatto che le parole siano state usate con una certa cura, pertanto iniziamo col dire che lo scopo è quello di usare queste prove per orientare le scelte degli alunni rilevando le loro attitudini. Nessuno scopo di selezione dunque previsto dal decreto, che non a caso non indica la necessità di un superamento della Prova ma solo il suo espletamento. Certo sappiamo che in molte realtà dobbiamo però misurarci con questa esigenza, ma questa necessità nasce laddove non risulta possibile accogliere tutte le iscrizioni. Anche in questo caso però dobbiamo rendere ben chiaro che è la disponibilità d'organico a non essere adeguata alle esigenze degli alunni e non questi ultimi alle esigenze dell'O.M. .

La circolare impone che gli esami attitudinali si svolgano entro il 1° febbraio così da permettere agli alunni che risultassero non ammessi di potersi iscrivere presso un altro istituto. Infatti dobbiamo ricordare che spesso l'iscrizione alla classe ad O.M. proviene da alunni che in assenza di questa possibilità si sarebbero rivolti ad altri istituti.
Purtroppo però anche quest'anno l'espansione che sta vivendo l'O.M. renderà in molte realtà impossibile stabilire in tempi brevi le ammissioni alle classi ad O.M. . Per poter dare un'indicazione definitiva si dovrà infatti attendere la risposta degli USP alle richieste avanzate dalle scuole che intendono avviare nuovi corsi oppure raddoppiare quelli presenti.
È evidente che tale anomalia dovrà richiedere una regolamentazione relativa alla procedura che permetta di stabilire prima delle iscrizioni il numero di nuovi corsi che possono essere avviati nella provincia ed i criteri per la loro distribuzione, ma lasciamo questo argomento al prossimo a.s. .
Per il momento credo sia più urgente soffermarci sui possibili criteri in base ai quali scegliere, se indispensabile, gli alunni da inserire nella classe ad O.M. . In passato era uso formulare un punteggio sulle abilità su cui si basavano le prove e stabilire una graduatoria di merito in base ai risultati. Mi limito a rilevare che tale eventualità nel testo è assente.
Non nego che questa possa essere una modalità di scelta, ma vorrei riportare l'attenzione sulla modalità espressa con chiarezza dal decreto: " Le classi in cui viene impartito l'insegnamento di strumento musicale sono formate secondo i criteri generali dettati per la formazione delle classi". Ciò a mio giudizio significa che tra le modalità interne scelte dalla commissione chiamata ad effettuare le prove attitudinali e quelle indicate dagli organi competenti per la formazione delle classi di tutto l'istituto in cui è presente l'O.M. prevalgono queste ultime.
Faccio un esempio per assurdo e che personalmente non condivido ma che credo possa dare bene l'idea. Se un istituto, magari per i soliti motivi legati alla scelta della lingua straniera decidesse che le classi vengono formate con l'unico criterio del sorteggio, la classe ad O.M. dovrebbe essere formata seguendo il sorteggio tra coloro che sono stati ritenuti idonei dalla commissione al di là di ogni altra motivazione, punteggi compresi.
Ciò significa che da un lato è necessario intervenire nella fase di scelta dei criteri generali sulla formazione delle classi e dall'altro che i risultati delle prove orientativo-attitudinali devono essere solo una componente che porterà alla formulazione della classe. Per es. se tra i criteri generali viene indicata la necessità di formare delle classi eterogenee al loro interno ed omogenee tra loro, la classe ad O.M. non può sfuggire a questo criterio e pertanto il risultato delle prove attitudinali può essere determinante solo laddove non risulti incompatibile con i criteri generali indicati.

Passando alla ripartizione degli alunni ai diversi strumenti, è interessante notare che il decreto indica tale scelta come successiva alla formazione delle classi ed alla prova attitudinale. Non credo che da ciò si debba dedurre che tale prova non tenga conto delle specificità dei singoli strumenti, anzi il fatto che la ripartizione degli alunni sia successiva lascia intendere che questa debba essere effettuata per l'appunto tenendo conto dei risultati delle prove. Credo invece che ciò sottolinei il fatto che l'allievo si iscrive all'Orientamento Musicale e non ad uno specifico strumento, ed alla luce di ciò la scelta degli alunni e dei loro genitori deve essere sicuramente tenuta in considerazione ma non possa essere considerata vincolante. Un buon criterio, per rendere le diverse esigenze tra loro il più possibile compatibili, potrebbe essere quello di chiedere agli alunni non lo strumento scelto ma un ordine di preferenza tra gli strumenti, così da chiarire che tale scelta verrà rispettata nel limite del possibile e seguendo l'ordine di preferenza indicato. Ciò inoltre rende più semplice l'accettazione dell'assegnazione di uno strumento diverso da quello preferito qualora la prova attitudinale portasse la commissione a questo tipo di scelta.
Nella ripartizione degli alunni, sarà bene ricordare che non esiste alcun abbinamento ora/alunno. Il numero totale degli alunni della classe ad O.M. è determinato sulla base dei già citati criteri generali per la formazione delle classi. Pertanto, in un istituto in cui dovessero esserci 4 classi prime con un totale di 100 allievi che avesse adottato il criterio di avere classi uniformi, la classe ad O.M. sarà composta da 25 allievi se invece gli alunni totali fossero 80 la classe sarebbe di 20 e ciò inevitabilmente influirebbe sull'organizzazione oraria delle lezioni di strumento. Tralasciando tale aspetto che esula da questa trattazione, è chiaro che risulta opportuna, nei limiti del possibile, una ripartizione in gruppi più o meno di ugual numero di alunni tra i diversi strumenti, non dimenticando che è però possibile adeguare di anno in anno tale ripartizione sulla base delle esigenze dell'utenza, distribuendo il carico di lavoro estraneo alla lezione strumentale (individuale e/o a piccoli gruppi) quale l'ora di teoria e lettura musicale e la pratica di musica d'insieme alleggerendo da tale incarico i docenti a cui risultassero assegnati un maggior numero di allievi e viceversa.

Ciro Fiorentino (29/01/2001)



La formazione delle classi ad Orientamento Musicale

Per la formazione delle classi ad O.M., al di la della scelta di distribuire gli alunni su uno o diversi corsi, risulta necessaria, nella maggior parte dei casi, la ricerca di un punto di equilibrio tra la domanda dell'utenza, il POF e la struttura prevista dal DM 201/99. Mi riferisco in particolare alla necessità di distribuire gli alunni nelle diverse specialità strumentali.
Questo problema assume due aspetti completamente diversi a seconda che ci si riferisca all'adeguamento delle realtà esistenti nei corsi già avviati prima della formulazione del citato decreto oppure a corsi avviati successivamente.

Purtroppo anche laddove la normativa appare abbastanza chiara, dobbiamo registrare interpretazioni singolari ed applicazioni della norma che risultano del tutto incomprensibili. Scopo di queste note sarà quindi ripercorre le modalità con cui si deve arrivare alla scelta delle specialità strumentali ed alla distribuzione all'interno delle stesse degli alunni.
Anche per questo aspetto sarà utile richiamare i punti essenziali della normativa che sono alla base delle procedure che la scuola deve predisporre per tali scelte.

Art.2

... Gli alunni di ciascuna classe vengono ripartiti in quattro gruppi per l'insegnamento di quattro e diversi strumenti musicali. ...

Questo punto dovrebbe essere ormai chiaro visto i problemi di adeguamento che ha creato nelle diverse realtà in cui la struttura dei corsi prevedeva situazioni diverse quali la presenza di cinque diversi strumenti oppure il raddoppio di uno di essi (solitamente chitarra e/o pianoforte) con la conseguente presenza di tre diversi strumenti. Purtroppo tra le molte segnalazioni che mi pervengono, ve ne sono alcune che dimostrano che anche questo aspetto non è stato ancora correttamente affrontato in tutte le realtà. È il caso di sottolineare che, seppure il decreto lasci su altri ambiti la possibilità di adeguare il modello proposto, su tale aspetto, che incide direttamente sulla costituzione dell'organico dei docenti, viene indicato chiaramente che esiste esclusivamente la deroga per i casi appena citati ed anche per essi viene previsto un periodo transitorio al termine del quale tali anomalie devono cessare.

Art.4

... In via transitoria è consentito il mantenimento dell'assetto attuale sia dei corsi nei quali viene impartito l'insegnamento di soli tre strumenti - nei quali saranno istituite due cattedre del medesimo strumento - sia dei corsi nei quali è previsto l'insegnamento di cinque strumenti. La fase transitoria, in entrambi i casi, dovrà avere termine non oltre la conclusione dell'anno scolastico 2004-2005. ...

Ulteriori deroghe non sono previste e pertanto per le classi prime avremo solo tre possibili tipologie organizzative:

- La struttura prevista dalla norma con 4 diversi strumenti
- Una struttura con quattro cattedre di cui due dello stesso strumento
- Una struttura con cinque diversi strumenti

In tutti questi casi il numero di ore previsto per ogni strumento risulta completamente sganciato dal numero di allievi presenti nella classe e dalla loro distribuzione tra i diversi strumenti. L'organico infatti (e questa è una delle sostanziali differenze dal decreto precedente sulla Sperimentazione Musicale) risulta legato esclusivamente alle classi.

Art. 3

Per ciascun corso, ferma restando la dotazione organica per la copertura di due ore settimanali per classe di educazione musicale, già prevista dall'ordinamento degli studi, è attribuita la dotazione organica di quattro cattedre di strumento musicale, articolate su tre classi.
Le ore di insegnamento sono destinate alla pratica strumentale individuale e/o per piccoli gruppi anche variabili nel corso dell'anno, all'ascolto partecipativo, alle attività di musica di insieme, nonché alla teoria e lettura della musica: quest'ultimo insegnamento - un'ora settimanale per classe - può essere impartito anche per gruppi strumentali.
Nell'ambito dell'autonomia organizzativa e didattica gli organi collegiali della scuola possono adeguare il modello organizzativo di cui al presente decreto alle situazioni particolari di funzionamento dei corsi, al fine di realizzare l'impiego ottimale delle risorse, anche prevedendo attività di approfondimento, potenziamento e recupero.

Come si può notare, il capoverso che conclude l'articolo permette un adattamento dell'utilizzo delle risorse ma non una loro modifica. Pertanto la cattedra di strumento risulta articolata sulle tre classi del corso con una conseguente assegnazione di 6 ore per classe. Ne è prova il fatto che laddove sono stati avviati dei nuovi corsi, essendo presente nell'istituto la sola classe prima, l'USP ha assegnato alla scuola un organico di 6 ore per ognuno dei quattro strumenti scelti.
Ciò comporta inevitabilmente la necessità di distribuire gli alunni iscritti alla classe ad O.M. nel modo più omogeneo possibile tra i quattro strumenti presenti nel corso.
Tale necessità si scontra con la precedente abitudine e possibilità di adeguare l'organico di Strumento sulla base delle scelte effettuate dai genitori e sulla corrispondenza tra il numero delle ore assegnate alla scuola ed il numero degli allievi di strumento. Molti hanno visto in tale norma un impedimento a rispettare le scelte degli alunni e dei loro genitori. Ciò in parte è vero, ma dobbiamo tener presente che finita la fase sperimentale, non esiste alcun modello scolastico che non preveda una omologazione degli organici. Inoltre alla base della scelta di "imporre" la presenza di quattro diversi strumenti, vi è la riconosciuta valenza didattica della musica d'insieme e la conseguente scelta di organizzare il modello scolastico così da permettere la più ampia possibilità di costituire gruppi strumentali eterogenei. Dobbiamo infine tener conto della prevalenza dell'aspetto orientativo dei corsi ad O.M..

Certo questo non vuol dire che si debba ignorare l'indicazione proveniente dalla realtà in cui si opera, ma ciò può e deve essere fatto, dal Collegio Docenti che è chiamato a scegliere i quattro strumenti da proporre all'utenza e ad indicare le modalità con cui assegnare agli alunni lo strumento, utilizzando a tal fine anche la prova attitudinale, che, lungi dal doversi porre in termini selettivi, ha appunto lo scopo di indirizzare le scelte degli allievi, avendo verificato che non sussistano incongruenze fisiche e/o predisposizioni non rilevate. In questo quadro sarà utile chiedere agli alunni non l'iscrizione ad un determinato strumento, ma l'iscrizione al Corso ad O.M. come del resto indicato espressamente dal Decreto:

Art.2

Le classi in cui viene impartito l'insegnamento di strumento musicale sono formate secondo i criteri generali dettati per la formazione delle classi, previa apposita prova orientativo-attitudinale predisposta dalla scuola per gli alunni che all'atto dell'iscrizione abbiano manifestato la volontà di frequentare i corsi di cui all'art. 1. ...

Potrà inoltre essere data agli allievi la possibilità di indicare un ordine di preferenza tra gli strumenti proposti così da poter arrivare alla formulazione della classe ad O.M. cercando il miglior equilibrio possibile tra:

- la necessità di rispettare i criteri generali per la formazione delle classi;
- la necessità di garantire una distribuzione omogenea tra i diversi strumenti;
- le preferenze indicate dagli alunni;
- le attitudini specifiche di ogni alunno.

Ciro Fiorentino (15/01/2001)


Torna indietro
 
Invia una mail a: massimolenzi@libero.it

Vai ad inizio pagina

[ Home page Musica & Informatica | Musica Classica | Informatica | Strumento Musicale S.M. | Musica digitale | Educazione Musicale | Servizi vari ]


>>> Tutti i diritti sono riservati.  © Html by Massimo Lenzi (1998-2000) - MSIE 5.0 - (600 x 800) <<<